Ebbene si, anch’io, trentacinquenne a cui non piacevano troppo i bambini e per la quale le feste erano solo un noioso susseguirsi di pranzi e cene, mi ritrovo emozionata e felice all’idea del primo Natale del mio nipotino Nicolò. Primo Natale un pò speciale, visto che l’anno scorso, sorprendendoci tutti e con un mesetto di anticipo ha deciso di arrivare proprio la Vigilia. Si, è stata emozione e gioia, ma non amore a prima vista: così piccolo e fragile mi faceva un pò paura e io che sono piuttosto maldestra, mi tenevo a distanza quando tutti i parenti lo prendevano in braccio.

La mamma di Nicolò l’ha capito. Ha capito che la paura non si asseconda ma si affronta. E così, in un momento di distrazione dopo un mesetto che il piccoletto era uscito dall’ospedale me l’ha messo in braccio. E’ stato in quel momento non ho più avuto paura. In quel momento ho sentito che tenere tra le braccia quel batuffolino che continuava ad agitare le gambette era una delle sensazioni più intense che avessi mai provato. In quel momento ho giurato che per lui ci sarei sempre stata, che sarei stata la zia che ti copre quando torni tardi alla sera, che cerca di giustificarti quando la mamma ti sgrida, che ti compra i jeans fighetti, cinque tasche, slim fit perchè anche se hai solo un anno, il look figo prima di tutto…

Ok, quel momento in realtà è stato terrorizzante: lo tenevo malissimo, avevo il terrore che scivolasse e stavo immobile, con la schiena inarcata in posizione innaturale. Ma non preoccupatevi: le cose sono lievemente migliorate… Adesso quando lo tengo addirittura cammino. Ok, ok, faccio qualche passetto. Ma meglio di niente, no?!

cambiare pannolino

Un’altro momento incredibile è stato quando i genitori di Nicolò mi hanno detto: “Ok, è il momento di cambiare il pannolino: ci pensi tu?”. Panico.

I suoi occhioni fiduciosi, il sorrisetto beffardo di chi sta per farsi una risata alle tue spalle e le gambette sempre in movimento (farà il ciclista da grande? No, secondo me il nuotatore)… Ok, sfida accettata!

Prima di cominciare ho pensato alle grandi battaglie e ai grandi lottatori che hanno influenzato la mia vita: ho cercato l’equilibrio interiore come il maestro Miyagi insegna ad un giovane Ralph Macchio in Karate Kid; ispirata da Rocky 4 l’ho guardato e gli ho detto: ”Io non piacevo a te e tu non piacevi a me, ma se io sono cambiata, tu sei cambiato, allora tutto il mondo può cambiare. Quindi ti prego – ho aggiunto con voce implorante – non iniziare a fare la pipì appena ti toglierò il pannolino sporco…”.

Ho rimboccato su le maniche e ho dato il via all’operazione.

Il papà in un angolo ghignava e incitava il pargolo a farmi uno scherzetto, la mamma faceva il tifo per me e mio marito, con le lacrime agli occhi, documentava la scena.

Un quarto d’ora dopo sono riuscita a chiudere l’ultimo bottoncino a pressione del body. Che poi, ne vogliamo parlare? Ma chi li ha inventati?! E io che credevo che vestire le Barbie fosse già abbastanza complicato: ma almeno loro non si muovono! Infili un braccio, e lui sfila l’altro; metti le gambe e ti accorgi che sono le braccia del body; arrivi al momento dei bottoncini e ti accorgi che l’hai messo al contrario…

Una faticaccia, ma anche una grande soddisfazione: mi sentivo come quelli dell’amaro Montenegro che salvano il cavallo nonostante la tempesta in arrivo!

Ma quanta ammirazione per le mamme che più volte al giorno e in un attimo, in qualsiasi situazione, con due mosse rapide riescono a cambiare un pannolino!

Perchè uno dei regali più belli che ha fatto Nicolò alla sua zia in questo anno è stato la capacità di farle cambiare prospettiva, di farle vedere le cose da un punto di vista completamente diverso. E soprattutto di ricordarle la magia delle feste dal punto di vista di un bambino.

bambino e zia

Il 24 festeggeremo il suo primo compleanno. Io lo terrò in braccio, lo farò ballare facendo tuz tuz che gli piace tanto, lo porterò a spasso per la casa, perchè camminare insieme è proprio bello, farò “Aaamm” ogni voltra che la mamma lo imboccherà e farò tutto quello che lo farà ridere, ballare, divertire. Perchè gli voglio bene. Perchè anche le zie trentacinquenni che dicono di non amare i bambini in fondo in fondo hanno un cuore.

Natale con i bambini, dal punto di vista della zia ultima modifica: 2015-12-17T12:55:02+00:00 da Riviera dei Bambini

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