Nicolò va matto per un tipo speciale di libri, libri che forse hanno un nome specifico, ma io non lo conosco. Si tratta di quei libri che interagiscono col bambino, gli chiedono di fare qualcosa, lo accompagnano a vivere un’avventura.

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Abbiamo iniziato il primo anno di Asilo Nido con “Aiuto, arriva il lupo!” (Ramodier & Bourgeau, Babalibri). Nelle pagine di questo libro c’è un lupo, finalmente un lupo cattivo e minaccioso come quello della nostra vecchia Cappuccetto Rosso, non il lupo sciocco e ingenuo che ci descrivono gli autori di oggi, il grande Mario Ramos più di tutti. Questo lupo spaventoso si sta avvicinando, bisogna fare qualcosa per batterlo: scrollare il libro, capovolgerlo, chiuderlo velocemente e infine abbandonarsi al suo invito ”Ricominciamo?”. Ancora oggi per Nicolò i nuovi inizi non si fermerebbero mai.

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Poi abbiamo occupato interi pomeriggi di freddo inverno giocando con Hervè Tullet e il suo “Un libro” (edizioni Franco Cosimo Panini). Le uniche protagoniste di questo libro sono le palline colorate da strofinare, sbatacchiare, soffiare via, far diventare giganti e poi rimpicciolire. Esempio di grande semplicità, tanto da contenere solo quattro colori, il libro si rivela di una ricchezza straordinaria.

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Ma il preferito di Nicolò, almeno adesso all’alba dei quattro anni, è “Non aprire questo libro!” (testo di Adam Lehrhaupt, illustrazioni di Matthew Forsythe, Isban Edizioni). L’avvertimento è serio: aprendo il libro potrebbe accadere qualcosa di molto pericoloso. La sua lettura è una specie di inno alla disobbedienza. Nicolò non solo lo apre, ma lo sfida apertamente anche quando rischia di mandare a monte il piano per rimettere tutto a posto!

Reportage di una mamma: i libri come compagni di giochi ultima modifica: 2017-12-12T11:53:19+00:00 da Riviera dei Bambini

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