Scritto da: Silvia



Si è appena conclusa la permanenza a Genova del famoso “American Circus” diretto dalla famiglia Togni.

Quando mia sorella ed io eravamo bambine il circo era un appuntamento da non perdere, andavamo con papà e aspettavamo col batticuore quelle due ore da soli: noi, il circo e lo zucchero filato!

Ricordo emozioni profonde che rivivevo poi per giorni sognando di volteggiare sul trapezio.

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Per onorare i ricordi preziosi che porto nel mio cuore, ho lasciato il piccolo Nicolò alla nonna e portato Filippo al circo col suo papà.

A distanza ormai di decine di anni ho rivisto artisti meravigliosi librarsi nell’aria in un triplo salto mortale, fratelli che con cieca fiducia si lasciano cadere verso la mano dell’altro che non tradisce mai e ferma in modo spettacolare la discesa verso la rete. I trapezisti erano quattro fratelli brasiliani davvero bravissimi.

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Ho visto ragazze volteggiare nell’aria, questa volta senza rete di salvataggio, sostenendo il proprio peso solo con una mano che sembrava appena sfiorare l’anello appeso nel vuoto. Ho visto lunghe strisce di stoffa colorata utilizzate come corde in spettacolari voli nel vuoto, prove d’abilità raffinate ed eleganti che non avevo mai visto da bambina. Ho visto soprattutto Filippo a bocca aperta quando un ragazzo ho saltato l’anello di fuoco, emozionato ai voli dei trapezisti, divertito dai pagliacci col volto poco truccato che fingevano improbabili spettacoli di magia, si perdevano in giochi di parole e suonavano strumenti a fiato.

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Purtroppo l’ho visto aspettare con ansia le tigri e gli elefanti, purtroppo l’ho sentito chiedermi di vistare lo zoo.

Per questo sono stata molto in dubbio prima di portarlo allo spettacolo. Non ho visto animali maltrattati, ho visto frustini fendere l’aria e colpire solo la terra, al limite appoggiarsi delicatamente sugli animali. Non credo che gli artisti del circo non amino i loro animali. Ma purtroppo ho visto maestosi elefanti ridotti a stare in equilibrio su ridicoli sgabelli. Purtroppo ho visto tigri, animali a rischio d’estinzione per cui l’India ha appena iniziato un tentativo di ripopolamento, tristemente ridotte a girare su una palla di specchi spalancando le fauci per mostrare i denti in un fasullo tentativo di farle sembrare ancora selvagge.

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Quando ero bambina consideravo il circo una grande famiglia di artisti che portavano in giro per il mondo i loro spettacoli fatti di coraggio ed amore per la libertà. Coraggio ne ho visto, sarei felice che onorassero l’amore per la libertà cancellando i loro spettacoli che utilizzano animali.

Sogno un circo in cui si esibiscono solo le persone, che da sempre sono quelle che mi hanno regalato le emozioni più vere. Sogno che non ci sia più uno zoo al seguito del circo, uno zoo che Filippo non ha visitato.

Reportage di una mamma: il circo è bello, senza animali è meglio! ultima modifica: 2015-03-19T08:00:40+00:00 da Riviera dei Bambini

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