Scritto da: Silvia



Si è appena conclusa la 34esima edizione del Premio Andersen e dopo 15 anni dalla sua prima pubblicazione è stato riconosciuto il valore di un capolavoro della letteratura per ragazzi (ma tanto adatto secondo me anche agli adulti!). “L’albero” di Shel Silverstein si è meritato il premio Miglior libro mai premiato.

L’ho scoperto solo alla sua 14esima edizione in una delle mie librerie per ragazzi preferite. Mi ha colpito la copertina verde su cui spiccava la fascetta con la scritta “una struggente storia d’amore“.

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Ho pensato che non ci fosse nulla di meno adatto tra i libri per bambini e con curiosità mi sono immersa nella lettura. E’ stato una scoperta meravigliosa, una storia d’amore particolare tra un bambino ed un semplice albero.

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Il bambino cresce, diventa adolescente, uomo, anziano ed infine un vecchio stanco. Per l’albero è sempre un ragazzo e per lui è pronto a tutto. Per farlo felice gli dona prima le mele, poi i suoi rami, infine il suo tronco riducendosi solo ad un ceppo, ma anche come umile ceppo sarà capace di dare ancora al “suo ragazzo”.

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Una vera storia d’amore che tanto a me ricorda quella tra i genitori e i figli e per questo mi ha strappato lacrime di commozione, ha toccato con delicatezza le mie corde più profonde, ha sfiorato i miei timori di mamma. In realtà ho poi scoperto che il suo contenuto simbolico si prestato nel tempo a svariate interpretazioni, tra cui lo sfruttamento della natura da parte dell’uomo, addirittura il rapporto tra Gesù e l’umanità o semplicemente un’amicizia sbilanciata in cui uno dà e l’altro prende. Io però mi sono immediatamente specchiata in quell’ albero felice di dare al suo ragazzo perché la felicità di quest’ultimo è l‘essenza della sua stessa felicità.

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Ho pensato a lungo se leggerlo a Filippo che aveva solo 5 anni e mezzo e non senza timori alla fine ho deciso di provare. Come il solito la sua reazione mi ha stupito. Alla fine della lettura io avvertivo di nuovo un soffocante nodo in gola ma quando, curiosa, mi sono girata verso di lui, l’ho trovato sorridente: “mamma ma che gentile questo albero!” Il suo animo trasparente di bambino non ha visto sfruttamento, solitudine, ingratitudine, ha visto solo gentilezza.

Ancora una volta Filippo mi insegna un modo schietto e sereno di guardare la vita!

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Reportage di una mamma: “L’albero” di Shel Silverstein ultima modifica: 2015-06-10T09:33:39+00:00 da Riviera dei Bambini

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