Scritto da: Silvia



Filippo è sempre stato un bimbo timido e un po’ schivo. In braccio a me nascondeva il visino nel mio collo per evitare di incrociare lo sguardo con persone non famigliari. Quando è cresciuto ha sostituito il collo con la gamba, preferibilmente la sinistra. Tende a guardare gli adulti con diffidenza, senza dubbio non si lascia conquistare da un sorriso.

Nicolò al contrario adora essere al centro dell’attenzione in qualsiasi momento. Fin da piccolissimo richiamava con la manina e con versetti chiunque gli passasse accanto. Adesso ha due anni e quattro mesi e urla ciao a tutti, sorride ad ogni persona che gli rivolge uno sguardo, si avvicina a chi gli fa una moina.

La fiducia incondizionata di Nicolò nell’umanità crea in me uno stato di disagio, risveglia i timori che purtroppo incute la cronaca di tutti i giorni. Mi sono spesso chiesta come proteggere i miei bambini senza spaventarli, come informali che nel mondo esiste anche il male e che questo male talvolta ha le sembianze di una persona apparentemente gentile che nasconde un animo crudele.

Con gioia ho trovato un modo grazie ad uno dei nostri giri nella bellissima biblioteca genovese per ragazzi intitolata a Edmondo De Amicis, al Porto Antico. Di solito andiamo una volta al mese a fare incetta di albi illustrati. L’ultima volta ho notato un libricino quadrato dal titolo “Sembra questo, sembra quello” (autrice Maria Enrica Agostinelli) che mi è sembrato perfetto per Nicolò sia per il formato sia per il gioco degli equivoci su cui si basa, che in questo periodo lui apprezza moltissimo.

Questo albo, ormai un classico intramontabile, pubblicato per la prima volta alla fine degli anni Settanta e ristampato nel 2002 da Salani, a vent’anni dalla morte dell’autrice, è molto di più di una semplice successione di immagini che evocano un oggetto o un animale che si rivelano poi essere tutt’altro. L’autrice è bravissima a giocare con le apparenze per dimostrare quanto possano ingannare, perchè L’importante è di capire che si può sempre sbagliare, e che spesso non vuol dire quel che sembra o come appare…”

E così dopo una successione di oggetti che sembrano questo ma in realtà sono quello, arrivano due persone: Ivo, un signore azzimato con grandi occhi azzurri “par buono ma è cattivo” ed infatti nasconde dietro alle spalle un bastone, mentre il signor Tono è trasandato, ha la barba non curata e un grande sciarpone sul viso, ma nasconde una rosa rossa quindi “par cattivo invece è buono”.

 

ivo-1 tono-1 tono-2

Un piccolo grande libro che invita in modo divertente a non fidarsi delle apparenze, ad andare a fondo nei rapporti umani, a non cedere alla tentazione di giudicare in base all’abito, che mai farà il monaco. Un albo che fa giocare i bambini e fa riflettere gli adulti.

Acquistalo su Amazon.it!

Reportage di una mamma: “Sembra questo, sembra quello” ultima modifica: 2016-05-10T16:20:45+00:00 da Riviera dei Bambini

È consentita la citazione dei nostri articoli previa indicazione della fonte.

Potrebbe interessarti..

Aggiungi un commento