Scritto da: Silvia



Filippo si è appassionato ai fumetti. Io non li ho mai apprezzati, ho ceduto solo al grande fascino di Dylan Dog in un momento della mia adolescenza in cui ero avida lettrice di gialli e thriller. Lui si è ritrovato tra le mani un Topolino omaggio ed è stato subito amore.

Confesso che non riuscivo a darmi pace del fatto che ad un certo punto avesse iniziato a preferire Paperinik a Roald Dahl e così, come faccio sempre quando qualcosa non mi convince, mi son messa alla “ricerca” (sarà forse deformazione professionale?).

Ho scoperto così la collana Tipitondi, che la casa editrice Tunuè riserva ai più piccoli e le sue “graphic novels”, cioè fumetti non seriali, caratterizzati da una struttura della trama più vicina alle mie aspettative di lettrice di romanzi.

Con i preziosi consigli della mia libraia di fiducia, ho quindi deciso di regalare a Filippo “Viola Giramondo”, di Teresa Radice e Stefano Turconi. 

Viola Giramondo

Quando ha preso in mano il volume, troppo grande, nel suo formato A4, dai disegni lievi e delicati stampati su carta liscia e lucida, che lo rendono anche un po’ pesante, ha dichiarato senza dubbi “questo fumetto non mi piace” e per qualche tempo lo ha lasciato sulla libreria.

Lo ha ripreso in mano a malincuore un noioso pomeriggio di pioggerellina in cui proprio non aveva trovato di meglio da fare. E se di Topolino si era innamorato, per Viola ha vissuto il suo primo vero colpo di fulmine!

Era il suo primo pensiero appena entrato in casa e l’ultimo prima di uscire, leggeva al posto di fare i compiti e di prepararsi la mattina per andare a scuola (cronicamente in ritardo), portava Viola con sé a tavola e in macchina.

Arrivato all’ultima pagina, ho notato il suo indugio prima di chiudere definitivamente il libro, con il dispiacere tipico del lettore che avverte una sorta di vuoto imminente per la conclusione dell’avventura appena vissuta. “Mamma, Viola è bellissimo, devi leggerlo anche tu!”.

Ovviamente ho seguito il suo consiglio “letterario” ed ho capito subito perché Filippo fosse così attratto da Viola e dal suo mondo, fatto di carrozzoni di un circo nomade, una grande famiglia che nel suo girovagare raccoglie via via uomini e donne di tutte le etnie in un caleidoscopio fatto di magia, saggezza ed amore fraterno.

Viola GiramondoViola Giramondo

Filippo ha colto il senso di libertà e di avventura, che emanano i tre racconti che costituiscono il libro, ed ha subito il fascino di una ragazzina ribelle, vivace, sensibile e piena di vita, che si fa amare da chiunque incontri perché, con la sua naturale capacità di accettare il cambiamento che il nomadismo le impone, riesce a donare ad ognuno, in modo inconsapevole, un pezzo del suo essere gioiosamente diversa.

Ma Viola Giramondo in realtà ha diversi livelli di lettura.

Filippo non può sapere che il primo strambo personaggio che Viola incontra, un pittore goffo e spesso brillo, è niente meno che Henri de Toulouse-Lautrec, al quale regalerà l’ispirazione per uno dei suo quadri.

Nel secondo episodio invece per un evento casuale, la carovana trova tra i suoi ospiti Antonin Dvorak, famoso compositore ceco e direttore del conservatorio di New York. Gli autori riscrivono qui la storia di una delle sue sinfonie più famose come il risultato dell’incontro tra Dovrak ed un nativo americano di nome Hitawa, clandestino in viaggio verso la libertà, nascosto tra la paglia dei cavalli del circo.

Viola Giramondo

Sono tre storie intense, vibranti di vita e di speranza. Anche la morte, motore unico del viaggio raccontato nell’ultimo episodio, diventa parte della vita e chiude il libro in realtà con un nuovo inizio.

Pagine dense di citazioni, spesso nascoste tra i pensieri di Viola e dei suoi compagni di vita, che Filippo non ha saputo decifrare, da alunno del primo anno della scuola primaria, ma sicuramente ha interiorizzato come inviti alla ricerca della bellezza, dell’amore, dell’accettazione di sé e degli altri.

Viola Giramondo Viola Giramondo

Ciò che io non sapevo quando acquistai “Viola giramondo” è che Teresa Radice e Stefano Turconi sono, come dichiarano “due autori Dysney, quindi sempre alle prese con tante storie per Topolino e per le altre testate. Ovviamente tutti lavori all’insegna dell’allegria e del colore come Viola”.

Alla fine di questo splendido romanzo di formazione sono quindi cresciuta anche io, vincendo la mia insensata diffidenza per il mondo del fumetto e avventurandomi in un genere della letteratura che per me è tutto da scoprire. E questo grazie al mio cucciolo di soli 7 anni!

Reportage di una mamma: tutti in viaggio con Viola Giramondo ultima modifica: 2016-10-25T13:18:29+00:00 da Riviera dei Bambini

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2 Commenti

  1. silvia

    Che emozione leggere il vostro commento…Grazie! Le due nuove avventure di Viola sono già nella letterina per Babbo Natale!

  2. Che bello leggere che Viola ha avvicinato Filippo al fumetto! Che bello immaginarlo che se la porta sottobraccio un po’ dappertutto! Grazie, mamma di Filippo, per averci raccontato questa storia… e grazie a lui per essersi lasciato coinvolgere con la spontaneità e la spensieratezza del suo splendido essere bambino!
    Ci avete fatto proprio un regalo! Teresa e Stefano
    p.s.: se Filippo ha voglia di passare ancora un po’ di tempo con Viola, Piemme – Il battello a Vapore ha appena inaugurato una serie di libri illustrati a lei dedicata, con un ciclo di avventure completamente nuove di Viola e i suoi amici :-) facci sapere!

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