In occasione di Expo 2015 non poteva mancare su Riviera dei Bambini uno spazio dedicato allo Slow Food Liguria, prezioso repertorio di prodotti locali d’eccellenza da riscoprire. Vi presentiamo le nostre specialità liguri in una galleria di aromi e sapori che sanno di antico, tavolate in famiglia e anche un po’ di salsedine!

Poichè le prelibatezze sotto l’ala del Presidio Slow Food Liguria sono ben 13, abbiamo diviso questa guida gastronomica in 3 parti: ortaggi, frutti e prodotti animali.

AGLIO DI VESSALICO

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Nell’entroterra di Albenga, in particolare nelle frazioni più alte e meno abitate, esiste da generazioni (cocciuti agricoltori fortunatamente si sono tramandati i bulbi) un aglio dall’aroma intenso e piccante, ma dal gusto delicato, dall’estrema digeribilità e conservabilità. Le teste d’aglio non vengono recise dalla pianta, bensì confezionate in lunghe trecce arabescate. La coltivazione è totalmente biologica e manuale, garanzia di un gusto unico e speciale. Ingrediente d’onore dell’ajè, una maionese a base di olio extra vergine di oliva e aglio pestato nel mortaio, spettacolare su crostoni abbrustoliti e sulle patate lesse.

Slow food Liguria, in sinergia con la Cooperativa dei produttori, si occupa oggi di far conoscere l’Aglio di Vessalico al di fuori di quel ristretto territorio, anche a chi non lo ha ancora gustato.

ASPARAGO VIOLETTO DI ALBENGA

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Tutti ci provano, ma nessuno ci riesce: California, Australia, Stati Uniti, Nuova Zelanda han tentato di brevettarlo, ma con scarsissimi risultati. Stiamo parlando dell’asparago violetto d’Albenga, varietà unica al mondo, che si distingue per i turioni molto grossi e per il colore viola intenso, gradatamente sfumato scendendo verso la base,  il quale è legato al suo patrimonio genetico. C’è una ragione scientifica che ne preserva la purezza: possedendo 40 cromosomi anziché 20 come tutti gli altri asparagi, il Violetto non può incrociarsi con altre varietà e quindi non può imbastardirsi. Questa varietà ha trovato la sua culla perfetta nei terreni alluvionali della piana di Albenga, grazie al terreno sabbioso e limoso e al microclima. Eppure, in Liguria la sua coltivazione è quasi completamente abbandonata, ragion per cui Slow Food Liguria lo ha inserito nelle eccellenze da proteggere e rivalorizzare.

CARCIOFO DI PERINALDO

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Corrisponderebbe al “violet” francese, coltivato in Provenza: secondo la leggenda, sarebbe stato introdotto in Italia da Napoleone Bonaparte che, durante la Campagna d’Italia, dopo una sosta presso il borgo ligure di Perinaldo, accortosi che in zona non conoscevano questi deliziosi carciofi violetti, ne portò in dono alcune piantine agli abitanti. Da allora, i Perinaldesi custodiscono gelosamente tale varietà, priva di spine, tenera e senza barbe all’interno. Coltivato unicamente nei dintorni del piccolo comune, resiste sia alle temperature rigide che alla siccità, quasi come un ortaggio selvatico. Prelibatissimi sott’olio in olio extravergine di taggiasca.

FAGIOLI DI BADALUCCO, CONIO E PIGNA

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Sui terrazzamenti dell’entroterra imperiese, la selezione naturale ha originato tre splendide varietà di fagioli, coltivate rispettivamente nei tre piccoli comuni di Badalucco, Conio e Pigna. Gli anziani del posto lo sanno bene: le aree più idonee alla coltivazione sono i punti più alti, ben drenati, dove l’acqua è sorgiva, calcarea, ricca di sali minerali. Accomunati dalla carnosità, dalla morbidezza e delicatezza della pasta, si distinguono per forma, dimensione e sfumature di colore: il legume di Conio reniforme e più grosso, gli altri due più piccoli e ovoidali.

La maniera migliore per gustarli è lessi, conditi con olio EVO, preparazione che richiede tempi lunghi: una notte di ammollo e 35 minuti di cottura. La sensazione tattile sulla lingua dovrà essere di uniformità, come se non ci fosse la buccia.

Oggi la produzione è molto bassa e sono sempre di più i “falsi” in commercio: da qualche anno i produttori  confezionano i fagioli in sacchetti di iuta con il logo del Presidio Slow Food Liguria, gli unici ad essere garantiti.

Non perdete il prossimo appuntamento con i dolci frutti tutelati da Slow Food Liguria!

Slow food Liguria: alla scoperta degli ortaggi locali ultima modifica: 2015-07-24T11:09:10+00:00 da Riviera dei Bambini

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